RINNOVARE UN CONTRATTO NON È ENTRARE NELLA DISPENSA DI CASA E PRENDERE CIÒ CHE PIÙ CI PIACE
Alcune considerazioni sul rinnovo dei contratti pubblici e su come questi anni di blocco sembrano essere dimenticati:
1. i contratti sono stati bloccati, dal 2009, per legge e se non bastasse è intervenuta una sentenza della corte che impedisce ogni tipo di recupero per gli anni di blocco, chi ha promesso di recuperare quegli anni ha fatto promesse che sapeva di non poter mantenere
2. Anche dopo lo sblocco, gli aumenti nel pubblico devono stare dentro determinate regole, la Corte dei conti NON certificherebbe diversamente e senza la certificazione, per norma, gli enti non possono pagare gli aumenti
3. Ora, abbiamo un contratto! che non è cosa da poco! Abbiamo ristabilito che le cose si concordano, ricordo che in questi anni senza contratto non abbiamo avuto regali, fiocchi e cotillons al posto del contratto, non abbiamo avuto nulla!!! (non vi siete già dimenticati Brunetta, vero?)
3. l'accordo del 30 novembre 2016, raggiunto faticosamente dopo anni di lotte del sindacato confederale e non di chi stava placidamente a guardare, ha reso possibile discutere sugli 85 euro di aumento, pochi rispetto ai desiderata di tutti, comunque decisamente di più di quanto le norme prevedevano, ricordate vero l'aumento di 6 euro mensili che Renzi riteneva congruo?
4. è stato sterilizzato il bonus Renzi quindi chi percepiva gli 80 euro non li perde rinnovando il contratto, una misura che noi CGIL, insieme ai sindacati confederali del lavoro pubblico, abbiamo portato a casa ma che varrà anche per tutti i lavoratori privati.
5. Questo è un contratto rinnovato faticosamente, non contiene tutto quello che volevamo ma un contratto è fatto di relazioni, interessi, contesto, non è la dispensa di casa, ed è un contratto che va considerato come prima fase di un "contrattone" più complessivo che esplicherà appieno le sue funzioni nel triennio 2019-2021. Il 2019 è ormai alle porte e potremo contrattare avanti solo perché le lotte della CGIL e del sindacato confederale hanno riaperto la stagione dei rinnovi.
A quelli che, diversamente da chi si è speso per riavere il contratto, hanno dormito o hanno guardato da lontano in tutti questi anni e adesso sbraitano contro il rinnovo del contratto...chiedetegli che sottoscrivano da un notaio un impegno e una certezza che non firmeranno questo contratto (visto che lo ritengono così brutto) dopo un giorno, una settimana o un mese dalle elezioni delle RSU perché se faranno questo, è chiaro che vi stanno prendendo per i fondelli.
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